Una città, una fabbrica e il racconto di chi ci è nato e cresciuto. Raffaele Cataldi ci porta a Taranto, città dei due mari e del minerale
Ovunque stavi facendo malesangue.
Recensione di Chiara Bianchi
Geolocalizziamoci: Taranto, Puglia, sud Italia. La città dei due mari. Città di origine spartana. Città cantata da Orazio, dove mitologia e bellezze naturali si incontrano, nei secoli dei secoli, almeno fino all’arrivo dell’industrializzazione. Sono gli anni Sessanta del Novecento, quando la città, già in un certo senso vittima inconsapevole della presenza dell’Arsenale Militare – che detta la legge del lavoro – vede un nuovo orizzonte lavorativo. I terreni espropriati ai contadini e ai pastori e un lungo faticoso lavorio per costruire La Fabbrica.
Operai si diventa, dicevano i miei zii. E i padri di famiglia tarantini lo diventarono a un prezzo altissimo.
Le cose non sono andate mai troppo bene dentro quel mostro di carbone, fuoco e acciaio che pian piano ha trasformato il territorio: la terra rossa inizia a posarsi ovunque. Ma non è terra è minerale.
Raffaele, nato negli anni Settanta, guarda il mare da una finestra e al culmine della sua esperienza di operaio e attivista, decide che è il momento di raccontare la sua storia che ha similitudini con la storia di molti ragazzi della città: il calcio, le partite improvvisate sull’asfalto della periferia, la scuola senza futuro, l’arrivo del lavoro in fabbrica.
Malesangue di Raffaele Cataldi (Edizioni Alegre, 2025) è una storia scritta semplicemente. Inserito nella collana Working Class, diretta da Alberto Prunetti, affronta da vicino il senso di una lotta operaia e cittadina da una prospettiva recente.
Il 2012 per Taranto è stato l’anno della speranza – si pensava davvero che avrebbero chiuso finalmente il mostro – con gli scioperi e la nascita del Comitato dei lavoratori liberi e pensanti (che tra le altre missioni ha il vanto di essere riuscito a portare in città la musica con il Concerto del Primo Maggio Tarantino, quest’anno alla sua decima edizione).
«Dove dobbiamo andare a mangiare se la fabbrica dovesse chiudere?» è la domanda che attanaglia la popolazione operaia consapevole del disastro ambientale a cui stanno partecipando attivamente. E sono tanti i dubbi e le incertezze che dominano i personaggi, dentro e fuori la fabbrica.
Quello di Raffaele è un punto di vista sui fatti, uno sguardo preciso sulla città, un grido di speranza e di lotta. Racconta di uno Stato assente, di morti bianche e di malattie tumorali che si portano via la gente troppo presto.
Nessuno la vuole quella fabbrica eppure è ancora lì. E mentre ci preoccupiamo di dove sta andando il mondo, a Taranto tutto resta apparentemente uguale, ora però sappiamo che c’è qualcuno che sta lottando per una città migliore.
Titolo: Malesangue. Storia di un operaio dell’Ilva di Taranto
Autore: Raffaele Cataldi
Pubblicazione: gennaio 2025
Pagine: 144
Prefazione: Virginia Rondinelli
Postfazione: Stefania Barca
Compra sul sito dell'editore
Ti è piaciuto questo articolo? Dacci una mano! Il tuo aiuto ci consente di mantenere le spese di questa piattaforma e continuare a diffondere l'arte.
L'associazione si sostiene senza pubblicità ma soltanto con le tessere associative e l'impegno dei soci.
I Link verso i canali di vendita sono inseriti al solo scopo di agevolare gli utenti all'acquisto.
Sottoscrivi la tessera associativa con una piccola donazione su PAYPAL
Oppure puoi offrirci un caffè.