Il cantiere delle anime | Chiara Santoro

Il cantiere delle anime | Chiara Santoro

Non esiste il dogma senza il dubbio. A meno che non parliamo di credulità anziché di fede.
Recensione di Paolo Perlini

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Angélique Arnauld è stata una religiosa francese, badessa dell'abbazia di Port-Royal e riformatrice del giansenismo. I suoi genitori ebbero venti figli, ne sopravvissero dieci e lei, poco amata in famiglia, fu destinata a vivere in convento. Aveva appena otto anni quando fu rinchiusa e accettò il volere del padre, a condizione di ricevere la carica di badessa. Un tempo era così e in molti posti lo è ancora: la consacrazione alla vita religiosa non avviene per chiamata, per vocazione, per fede. È una scelta obbligata perché ai primogeniti è già stato dato tutto: i beni, le proprietà, i matrimoni combinati per affari, la carriera militare. Ma poi, e questo non è un segreto, le badesse e i priori che andavano a governare i monasteri erano l’estensione del potere familiare sotto altra forma e non trascuravano affatto di cedere alle tentazioni.
Angélique Arnauld era stata da sempre attratta dalla cultura, dalla letteratura, dall'apprendimento e dall'insegnamento, grazie anche alle lezioni private impartite a suo fratello Antoine, delle quali lei poté beneficiare. Ebbe così un'istruzione avanzata che mise a frutto quando diventò badessa e decise di avviare un radicale processo di riforma e ristrutturazione delle pratiche all'interno di Port-Royal.

In una società dominata dal patriarcato, in cui l'uomo aveva il pieno controllo sulla vita delle donne, tutte le monache del convento erano lì a causa di pressioni familiari.
Angélique, che aveva vissuto la stessa esperienza, desiderava porre rimedio a questa situazione. L'istituzione di scuole e programmi di insegnamento per le novizie e i giovani del luogo avrebbe potuto fornire conoscenza, capacità di giudizio e discernimento necessari per ottenere l'autonomia decisionale e l'emancipazione, in altre parole, una vocazione convinta.
Ma tutto questo la Chiesa non poteva tollerarlo: l'acquisizione di conoscenza conferisce libertà, mentre l'ignoranza comporta una condizione di sottomissione e maggiore controllo sulle persone. Questo principio, che si è manifestato nel corso dei secoli, in alcuni aspetti permane anche oggi.
Angélique Arnauld stabilì il silenzio come regola fondamentale tra le sorelle. La preghiera e il completo distacco dal mondo esterno avrebbero consentito alle donne di raggiungere una dimensione più profonda, avvicinandosi a Dio.

Perché «non c’è libertà senza disciplina e non c’è rivoluzione senza rigore».

Nello stesso tempo la comunità si allargò, si aprì all’esterno, ma come era prevedibile per quei tempi, fu dispersa e il monastero fu raso al suolo.

Il romanzo trae ispirazione dalla storia dell'abbazia di Port-Royal des Champs, situata nella valle di Chevreuse, a sud-ovest di Parigi. Questo luogo monastico ha vissuto un'esperienza molto particolare: nel corso del XVII secolo divenne famoso per ospitare una comunità religiosa fortemente influenzata dal giansenismo. Questa corrente di pensiero, vista negativamente dalla Chiesa Cattolica, mise l'abbazia in primo piano come un'istituzione eretica.

Il cantiere delle anime di Chiara Santoro è un romanzo che può instillare dubbi in chi professa la fede come militanza, che pone qualche domanda a chi invece ne vive il suo spirito più genuino. E dà delle risposte a chi invece, prosegue nel cammino di indagine, ricerca, studio.

«…come se Cristo avesse persuaso i suoi discepoli con inganni e minacce. Invece sono proprio loro che lo rinnegano, come Tommaso, come Giuda, come Pietro. Forse è per questo che Gesù nei momenti importanti parla sempre a una donna.»


Titolo: Il cantiere delle anime
Autori: Chiara Santoro
Editore: Castelvecchi
Pagine: 130
Pubblicazione: 2022
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